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lundi 26 juillet 2010

"farsi ubbidire con dolcezza, più facile a dirsi che a farsi"



a La Rochelle sta succedendo qualcosa di molto interessante...grazie alla volontà di Marie Laure e di qualche altro genitore motivato a svilupare e diffondere un'altro approccio all'essere genitori; è nata l'associazione "Bouts de Ficelle" (presto anche il sito) e ci sono già stati tanti incontri e laboratorii interessanti tra cui la resurezione del Café des parents e il laboratorio"J'arrête de râler" (il progetto di una francese emigrata in america, di cui -magari- vi parlero' in un altro momento) ma soprattutto la riunione "farsi ubbidire con dolcezza, più facile a dirsi che a farsi" di Claude-Suzanne Didierjean-Jouveau (scrittrice, redattrice della rivista della leche league e esperta d'educazione e alattamento. clickate sul suo nome per veder tutti i suoi libri)

adoro il principio di queste riunioni, di questi "gruppi di parola" (come li chiamano qui in francia) in cui gli interessati si riuniscono per dibattere su un tema. perché spesso il fatto di esporre ad alta volce un problema aiuta a ridimensionarlo, magari lo crediamo essere solo nostro (o della nostra famiglia) mentre ci rendiamo conto che quasi tutti i genitori hanno i loro dubbi, problemi, momenti di stanchezza e anche di incazzatura!

quando un bambino è piccolo non dobbiamo riflettere più di tanto sul come comportarsi con lui. lo si allatta, lo si "porta", lo si culla e il gioco è fatto; basta abbandonarsi al proprio istinto, fare la lupa (anche se non dico che sia facile, eh! pero' non è un lavoro di testa). mentre, quando il neonato comincia a diventare una piccola persona pensante, nascono le difficoltà di non riuscire ad adattare il nostro comportamento in funzione dei suoi bisogni

nascono anche la difficoltà di fare i conti con il nostro proprio vissuto familiare e con la violenza educativa che abbiamo subito (senza che questa sia stata estrema) e che esce "da sola" nonostante si sia scelto di dirigersi verso un metodo educativo diverso.

insomma, amo questi incontri perché aiutano a riflettere. quando poi a guidarci, a darci il suo punto di vista e ad ascoltarci c'è Claude-Suzanne Didierjean-Jouveau, tutta la riunione prende un'aria di seminario ricco d'informazioni! allora ci si trova a dibattere sui pro e sui contro dell'approccio di Thomas Gordon (ve ne parlero' presto, visto che in questo momento sono immersa nei suoi libri) o di Aletha Solter, sull'importanza del libro "The Continuum Concept
" perché descrive un modo "alternativo"(o tradizionale?) di essere madri (oddio, bisogna che ve ne parli! qualcuna di voi l'ha letto?).

abbiamo parlato anche del libro "The Science of Parenting", in cui l'autrice Margot Sunderland raccoglie e illustra le ultime scoperte scientifiche su cio' che concerne il cervello del neonato e di quanto certi metodi educativi (per esempio il cry it out) possano nuocere al suo sviluppo. insomma, faccio un piccolo riassunto un po' sempliciotto, magari dovrei dedicar dei post a parte ai libri di cui abbiam parlato alle riunioni, ma adesso è estate e non ho tanta voglia di restare davanti al computer :P

io e Guicho siamo stati veramente bene, passando un momento rilassati tra amici, a casa di Marie-Laure et Olivier che sono dei padroni di casa accoglienti e tranquilli. e cio', nonostante la Mina-Vagante si sia lanciata da un (mini)muretto e abbia versato mezzo litro di succo di frutta sul tavolo del salotto. perché alla fine è proprio questo il bello di ritrovarsi tra genitori-solidari, il fatto che tutti hanno figli e che ci si capisce, ci si spalleggia e nessuno giudica l'altro. mi viene in mente questa cosa perché tra le tante questioni che sono uscite, prevale quella sull'ubbidienza e limiti anche quando si è in società e che il nostro pupino fa una marachella o un capriccio (odio questo termine) e che tutte le persone intorno ci guardano aspettanto la punizione, lo scappellotto, la sculacciata. allora come reagire? instaurare due regole differenti? una per la casa e una per la società per evitare di passare per il debole che si fa tirannizzare dal suo pupino o rimanere coerenti con le proprie scelte educative? io direi sempre e solo "la seconda che hai detto", perché non punire non vuol dire non comunicare col proprio piccino! infatti si è parlato anche di come gestire una crisi (c'è chi lo chiama capriccio), cercando di prevenirla con soluzioni pratiche o, dopo aver proposto differenti soluzioni, comunicando al bambino l'emozione che sta vivendo, tipo: "attento, sento che stai per arrabbiarti. non c'è nessuna di queste soluzioni che vadano? sei davvero sicuro che di va di essere arrabbiato? "

insomma, siamo rimasti dalle 19:30 alle 22:30 a parlare, discutere, confrontarsi sull'approccio educativo senza punizioni (né ricompense) perché in fin dei conti non è la cosa più facile e immediata da fare. pero' è anche per questo che mi affascina; perché la trovo più giusta, più ponderata e non figlia di un momento d'arrabbiatura in cui la violenza (delle parole o dei gesti) si ritroverebbe a uscire incontrollata da non si sa più dove. è vero che questo approccio richiede un grande lavoro su se stessi per non perdere quella spontaneità di genitore meravigliato, per non cadere nel cliché o nella manipolazione, solo in nome della "non violenza", pero' penso vada la pena provare.

e come ogni cosa che riguarda l'essere genitori, bisogna restare elastici e non smettere mai di mettersi in discussione.



e voi? qual è il vostro approccio? è cambiato nel corso degli anni o dei figli? mi piacerebbe sapere le vostre esperienze...

son certa che ci saranno mille errori d'ortografia e di battitura ma sono super stanca e
per stasera passo e chiudo.

17 commentaires:

paolo de biasi a dit…

...alla fine, non è per nulla difficile: è fare come fa la natura, che alterna eternamente soavità e forza, quiete e tempesta, creando un equilibrio dinamico che nasce da spinte assolutamente diverse e che si rimette istantaneamente in gioco producendo spinte assolutamente diverse. Ma tutto questo, o lo possiedi nel cuore e nei neuroni, o ci crede il tuo sangue ancor prima della tua mente, o certamente non lo imparerai mai sui libri...
(da Con il cuore e con le palle. Franco Bolelli)

mammanicoz a dit…

è vero, ma i libri possono aiutarci a capire la nostra strada. possono darci idee a cui non avremmo mai pensato senza prima averle lette! :)

valentina a dit…

Bello spunto di riflessione, Nicoz!quante volte noi genitori perdiamo la pazienza perchè magari siamo stanchi, stressati, abbiamo passato una giornata no..tante volte me ne accorgo anch'io e mi dico "ma non è questa la via!"soprattutto con un bimbo piccolo...
sì sì dai parlaci anche dei libri che stai leggendo!!!

nicoz a dit…

prometto che lo faro' presto. pero' ora, spiaggia e bagnetti al mare :P

paolo de biasi a dit…

...infatti mammanicoz quella è una citazione da un libro! ;)
papapaul

nicoz a dit…

eheheh :)))

giulia a dit…

approposito di libri, di questi che citi...ma Il Concetto Del Continuum...argh, io sto impazzendo per trovarlo in italiano, si trova? non si trova? notizie?? anche in biblioteca mi hanno dato poche speranze...

Frida a dit…

Moooolto interessante!
Io sono cresciuta con una nonna che chiamavamo "la mano più veloce del west": non sapevi perché, che ti era già arrivata una sculacciata. Mia mamma non me le ha mai date, ma era dell'opinione che "quando ci vuole...". Sai la fatica di spiegare che questi comportamenti non li considero corretti?
Non ho trovato il tuo indirizzo mail sul blog, mi piacerebbe contattarti privatamente, se hai un minuto puoi scrivermi a coccoledirugiada[at]gmail[dot]com? Grazie! Un bacione!

Anonyme a dit…

Piccola pausa tra le varie vacanze (qui a milano fa troooooooppo caldo!!) e mi sono rimessa in pari con gli ultimi post. E questo è davvero interessante! La piccola Talpa (che a occhio sembra già un bambino di 6 o 7 mesi ma ne ha appena fatti 4 o_O eheh, latte di mamma!!!) dimostra già di avere un bel carattere deciso e vivace. e io già mi vedo le nonne/i e parenti vari che avranno da ridire su come lo gestiremo e lo lasceremo più o meno libero di fare determinate esperienze/azioni.
Perciò credo che farò un passaggio veloce in libreria/amazon e recupero i libri per leggerli prossimamente. e almeno farmi un'idea su "nuove strade"!
Grazie per lo spunto di riflessione e buona vacanza!!
Ire&Fabio

PS: già con la fascia questo poveretto si è sentito dire: ma per quanto tempo ancora prevedi di star lì dentro?non sei abbastanza grande?? ...fosse dotato di parola secondo me avrebbe risposto: ma un po' di ... fatti tuoi no??? (bambino educato....)

Anonyme a dit…

:D come te sono una "pankabbestia ripulita",definizione che mi ha fatto moltissimo ridere!!
ho letto tutto il tuo blog in un colpo solo,e mi è venuta una grande voglia di avere un bambino!!!!
Mina è bellissima,e secondo me tu sei una mamma perfetta :D

nicoz a dit…

@giulia, nn so. io l'ho letto in francese. mh....

@frida, eccomi....

@ier&fabio, poi fatemi sapere che ne avete pensato dei vaaariii libri <3

@anonima, chebbello sapere che c son anche nn mamme a leggere il blog (e nn papà^^)

laura a dit…

ciao nicoz, mi sa che il mio commento di ieri a questo tuo post è andato perso..
In sintesi mi ero un pò sfogata perchè il mio diego è uno di quei bambini che nelle giornate "no" fanno capricci per tutto (vestirsi, svestirsi, uscire, rientrare, spostare o meno un gioco, accendere o meno la luce ecc..). Io cerco sempre di mantenere la calma (non ho mai dato una patacca perchè proprio non mi viene), ma a volte è davvero dura perchè mi sembra che in quei momenti non ci sia nulla che riesce a calmarlo. Qualche volta lo metto in castigo (2 min sulla poltrona in ingrsso) o minaccio di farlo per avere un'arma in più, ma anche questo metodo non sempre funziona, e sinceramente lo utilizzo solo quando diventa pericoloso per se stesso (es. armeggia con i cavi della corrente) o per la piccola nina (povera!!!). Quanto è nel picco del capriccio in genere strilla, piange, si butta per terra e batte i piedi (proprio come nei cartoni animati!) e qualsiasi cosa gli dica sembra inutilie. In genere lo lascio calmare un pò e poi gli propongo qualche attività alternativa, ma ci sono momenti in cui non ho il tempo materiale di aspettare che si calmi e quindi lo sollevo a forza e parto con il mio tram tram.
A volte mi chiedo se sono io che sbaglio qualcosa o se è il suo carattere che in determinate situazioni lo fa reagire così, forse entrambe le cose.
Mi piacerebbe avere anche la tua opinione (o anche di altre mamme all'ascolto), credo molto nella condivisione e nel confronto e in genere trovo sempre buoni spunti.
Se hai altri post sull'argomento o libri da consigliarmi sono mooolto interessata!
un bacione
PS: forse passo per una mamma un pò sfigata, ma a perte gli sfoghi, sono felicissima della mia scelta e anche le piccole battaglie che tutti i giorni devo affrontare sono per me motivo di crescita e a volte anche di piccole soddisfazioni!

nicoz a dit…

laura mi sa che l'altro commento è davvero andato perso. mannaggia!
cmq, e' normale che c siano giorni "no". soprattutto quando siamo noi ad assere più stanche. è un circolo vizioso!

insomma io nn ho esperienza diretta, perché mina e' ancora piccola, ma quello che ne è uscito dai racconti degli altri genitori o da un libro molto interessante che ho letto,
è stato:
nei momenti di crisi del piccino (quando si rotola per terra &co.) sempre restare con lui, metterlo su una superfice morbida (tipo il letto) quando possibile, o mettergli accanto dei cuscini per evitar che si faccia male.

non lasciarlo solo nella crisi, perché è proprio quando è il meno "attraente" che il bambino ha più bisogno di noi :)

c'e' anche chi prova a contenerene i gesti, abbracciandolo da dietro con dolcezza ma fermamente per aiutarlo a ristabilire la calma, questo è soprattutto per i papà che magari c riescono meglio. l'importante e' restare sempre dolci :)

e cmq nn passi da mamma sfigata, o allora siamo tutte sfigate! perché i momenti no li viviamo tutti, e mente chi dice il contrario :)

Tiziana a dit…

ah quante cose interessanti!! e che fortuna trovare un gruppo di genitori-solidari, nn credo sia semplice e forse cmq x un gruppo così ci vuole una "base comune condivisa", o sbaglio?

laura a dit…

ciao nicoz,
ho appena finito di impacchettare il mondo, domani all'alba partiamo per una settimana in trentino (evviva!!!) e orma sono 5 ore che infilo oggetti di ogni tipo nei borsoni (sembra quasi un trasloco, peccato che duri solo una settimana..!).
grazie per il consiglio, proverò anche questa strategia e poi ti faccio sapere!
se non riesco a connettermi, ti auguro una buona settimana.
ciaooooooo

nicoz a dit…

tiziana, per ora la basecondivisa è la casa di marie-laure :D

laura buone vacanze :)

Anonyme a dit…

a parte che ti adoro sono interessatissima a quello di cui parli e il concetto del continuum è un super libro... sapresti indicarmi altri titoli in italiano ?te ne sarei gratissima.
super bacio bello e da me sfatta stanca morta
france

questo messaggio è per te che non commenti MAI:


amatissim@ lurker, potresti ogni tanto lasciare un commentino cosi' da non farmi sentire proprio sola & derelitta in questa landa desolata che è internet?
(ringrazio di cuore tutti quelli che gi à i commenti li lasciano, grazie per far si che questo blog non si trasformi in un tumblelog)

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