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mardi 15 février 2011

Indecorosa e libera!

ieri c'è stata la manifestazione delle donne (e di alcuni uomini) per le donne. per noi povere donne italiane avvilite dal Berlusconismo, dal canale5ismo, dal qualunquismo arrivista di questa povera Patria. non parlo mai di questi temi sul blog perché cerco di attenermi al tema arty+mom. ma a volte andare fuori tema è necessario.
quindi, oggi vi volevo segnalare un po' di cose.

come, ad esempio, questo post della sora Alabama: "siamo tutte Ruby".

o l'intervento della Littizzetto a "che tempo che fa" (parte iniziale)

per la serie “ripigliamoci il diritto di darla via gratis”.

e poi volevo copiareincollare il testo preso dall'evento di facebook "Indecorose e libere!" perché traduce più o meno bene il mio pensiero. e se posto solo il link, chi non ha facebook non puo' leggerlo:

(trall'altro, locandina fichissima)

"Pur non accettando la dicotomia "Donne per bene" e "Donne per male" - perchè non ci interessa e troviamo fuorviante parlare di restaurazione della morale, e non è l'ultimo scandalo a farci uscire allo scperto, non siamo mai state zitte e come sempre ci saremo per dire che vogliamo libertà, diritti, rispetto, giustizia e lavoro per tutte le donne.

In questa fase di profonda crisi, politica ed economica, il tema della sessualità assume una nuova centralità; in questo contesto il ruolo delle donne viene nuovamente determinato e strumentalizzato da dinamiche di potere e ordini discorsivi ideologici e tradizionalisti. Sicuramente da tempo c'è bisogno di una mobilitazione di donne contro il governo e il suo premier e non di certo solo per gli scandali sessuali.

Le donne italiane si collocano tra gli ultimi posti in Europa per libertà e condizioni di vita, soprattutto in un quadro in cui il governo combina l'adesione incondizionata all'integralismo cattolico con quella ai dogmi del liberalismo sfrenato.

La direzione politica di Berlusconi è stata artefice feroci leggi che agiscono sul corpo delle donne, vittimizzandolo e stigmatizzandolo: la 40 sulla fecondazione assistita, l’abrogazione della legge contro la pratica delle dimissioni in bianco, che consente il licenziamento delle lavoratrici in gravidanza, l’aumento dell’età pensionabile sono solo alcuni esempi eclatanti delle politiche messe in campo dal Governo.

A questi si aggiungono i ripetuti attacchi alla legge sull'aborto; la dequalificazione e privatizzazione delle strutture sanitarie come, ad esempio, i consultori (vedi la proposta di legge Tarzia per la regione Lazio), l’ostracismo contro la diffusione della pillola RU486.Tutto questo in un paese che disinveste completamente sui giovani e sul futuro, tagliando i finanziamenti all’università e precarizzando selvaggiamente il lavoro. Donne e migranti sono i soggetti che subiscono le maggiori conseguenze di questo sistema politico, vedendo negate le garanzie fondamentali ad un’esistenza libera e dignitosa. Non da ultimo, l’istituzione dei CIE, veri e propri Lager, in cui le donne sono costantemente esposte alla violenza e all'arbitrio.

Gli scandali degli ultimi mesi che hanno avuto al centro la condotta sessuale del presidente del Consiglio fanno emergere un quadro di relazioni torbide e corrotte, in cui il ruolo della donna viene relegato ai peggiori sterotipi espressione di un sessismo arcaico e volgare.

D’altra parte, gli appelli che in questi ultimi giorni hanno chiamato a manifestare si rivolgono alle donne “per bene”, madri, mogli e lavoratrici, assumendo di fatto come prospettiva la separazione tra donne rispettabili e non rispettabili, invocando la difesa di una moralità univoca e astratta. Il rischio in cui incorrono queste posizioni è di colpire e stigmatizzare indiscriminatamente chi "vende il proprio corpo", ma non i discorsi e le pratiche sessiste responsabili della dinamica complessiva. Invece di opporsi realmente ad una certa idea retrograda e tradizionale della sessualità, non fanno che riproporne, in modo simmetrico, i contenuti.

Crediamo invece che i nodi politici da rimettere al centro siano di tutt’altra natura. Centrale è la questione della redistribuzione delle ricchezze tra chi fa i profitti e chi sta pagando questa crisi, tra chi possiede palazzi e chi non ha casa, tra chi si giova di stipendi milionari e chi non ha un lavoro.

Ma crediamo soprattutto che sia giunto il momento che le donne prendano in prima persona parola ed esprimano la propria posizione su temi che le coinvolgono direttamente. Da tempo la sessualità delle donne viene controllata e disciplinata, ricondotta alla mera riproduzione e all’uso del piacere maschile, in un quadro ambiguo in cui se da un lato le prostitute vengono criminalizzate ed emarginate dalla società attraverso i pacchetti sicurezza e le campagne moraliste, dall’altro, nei palazzi politici, se ne fa uso e consumo.

E' significativo che il momento di maggiore difficoltà del governo Berlusconi sia prodotto da una questione di rapporti sociali che hanno al centro la questione di genere. Questa volta sarebbe davvero una straordinaria occasione per suscitare una rivolta delle donne, che affermi l'importanza di una sessualità libera e consapevole svincolata dalla mercificazione e dalle norme imposte, in cui decisivi siano il riconoscimento dei desideri, la liberazione dagli stereotipi, e l'esercizio dell'autodeterminazione.

E’ con questo sentimento che attraverseremo la giornata del 13, perché pensiamo che sia imprescindibile una presa di parola pubblica e determinata da parte di tutte, per costruire un nuovo immaginario che affermi di nuovo la vera libertà delle donne.

Ci vogliono addomesticate… NOI SAREMO INDISPONIBILI E RIBELLI!

centrodonnal.i.s.a., donnedasud, infosex-esc, lefacinorosse, lemalefiche, lameladieva, leribellule, luchaysiesta"

e per finire, se volete farvi due risate (amare) andate a leggere questo post di Selvaggia Lucarelli.


perdonatemi gli errori di battitura o simili. ma ho troppo sonno per ricontrollare.
buonanotte ♥

4 commentaires:

Marcella Brancaforte a dit…

Noi abbiamo manifestato a Viterbo,è stata una festa... la sensazione è che quello che è accaduto in tutte le piazze d'Italia il 13 febbraio sia un punto di non ritorno...nel rispetto dei mille modi di essere donna ,le donne in Italia hanno ritrovato la voce, ed è una voce potente.

roberta a dit…

speriamo ragazze, io ho 2 figlie femmine, 3 se conto anche quella del mio compagno.. noi eravamo a vicenza e nel dubbio ci siamo portate pure gli uomini di casa. e adesso che si fa?

Marcella Brancaforte a dit…

difatti, roberta,mi permetto di intervenire ancora nel blog della nicoz, che è così "accogliente".dopo "se non ora quando" dovremo imparare a porci la domanda " e ora ..cosa?" , la classe politica dovrebbe accogliere dalla piazze il ns segnale,smettere di litigare e proporre soluzioni condivisibili,etiche,partecipate,che ci facciano ripartire come paese che vuole lavorare e vivere,senza fronzoli,ok,son tempi duri, ma insomma...

roberta a dit…

già (scusa nicoz, intervieni pure quando vuoi!?!) dovrebbero, ma se non lo fanno (ed infatti non ho sentito mosse illuminanti negli ultimi giorni), dobbiamo pensarci noi, no? escludendo proposte di rivoluzione, aspettare solo la prossima tornata elettorale è un po' poco (e non parlo solo di berlu, ma anche dell'alternativa, litigiosa appunto), soprattutto poco efficace. comunque bello "e ora..cosa?", è proprio così che mi sento. mai arrendersi, mai darsi pervinti..qualcuna ha visto galaxy quest?

questo messaggio è per te che non commenti MAI:


amatissim@ lurker, potresti ogni tanto lasciare un commentino cosi' da non farmi sentire proprio sola & derelitta in questa landa desolata che è internet?
(ringrazio di cuore tutti quelli che gi à i commenti li lasciano, grazie per far si che questo blog non si trasformi in un tumblelog)

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