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mardi 4 octobre 2011

Italian Pop Surrealism

chi mi conosce sa che ho un po' di difficoltà con il termine pop-surrealism che ormai si applica un po' a tutto. e chi mi conosce sa anche che l'essere accorpata alla corrente pop-surrealism mi causa stati d'angoscia alternati a crisi depressive acute perché il pop-surrealism è ormai datato e, anche se magnifico, l'essere definita pop-surrealism mi fa sentire finita, scontata e per nulla innovativa. anche perché i miei quadri sono davvero finiti, scontati e per nulla innovativi. cioè quello che faccio io Ryden lo fa da 15 anni... no? (e lo fa pure meglio, ovviamente!)

che poi ne avevo già parlato nel post "il pop surrealismo è morto".

ma tant'è, chi mi conosce sa anche che sono una bastian contrario. e a volte anche bastian contrario del contrario, figuratevi un po'.

ho quindi deciso di partecipare a questa mostra che si terrà alla valida galleria romana Mondo Bizzarro e che riunisce tanti artisti che mi piacciono (Elena Rapa, Bafefit, El Gato Chimney, Luciano Civettini, Virginia Mori etc...).  quindi preparatevi a bambine capoccione, animaletti, goccette, uCelletti, piumette e nuvolette.e tante tante cose sHtraaane.

vi incollo qui sotto il comunicato stampa che facciamo prima:

ITALIAN POP SURREALISM
Nascita di una Nazione
dal 08/10/2011 al 02/11/2011


Artisti: Nicola Verlato, Giuseppe Veneziano, Camilla d'Errico, Desiderio, Gabriels, Elio Varuna, Max Papeschi, Elena Rapa, Ania Tomicka, Bafefit, Michele Guidarini, Paolo Petrangeli, Luca Coser, Luciano Civettini, Jonathan Pannacciò, Erica Calardo, Marco Rea, Otto Mayer, Anonymous Art, El Gato Chimney, Siva Le Duc, Luisa Montalto, Hackatao, Antonella Caraceni, Max Ferrigno, Valentina Zummo, Sone, Hogre, Virginia Mori, Dilka, Amelia Von Grune, Amedea Morgan, Marco Tarascio, Nicoz Balboa ...
A cura di Andrea Oppenheimer

Italian Pop Surrealism è una mostra antologica che presenta al pubblico italiano e internazionale i più grandi talenti del Pop Surrealism made in Italy.
Nato con l’etichetta non sempre apprezzata di Low Brow (proprio per prendere le distanze dall’arte fatta «da e per» l’élite), il Pop Surrealism ci rende spettatori di una piccola ma significativa rivoluzione. Sono gli artisti per primi ed il pubblico subito dopo a capire e saper leggere il tempo che viviamo, dimostrando grande preparazione ed infinito interesse nei confronti di quel che si presenta come nuovo ma immediatamente recepibile grazie a codici e sottocodici comunicativi con cui siamo costretti a convivere.
Il Pop Surrealism si pone in tutto il mondo come la corrente culturale più attuale, scardinando finalmente il concetto di arte “contemporanea”, dichiarandola semplicemente «contemporanea agli anni ’70, quindi ormai passata».
L’immaginario collettivo che presentiamo è quindi ricco di icone della nostra infanzia e adolescenza, quando non sapevamo di essere già dei target commerciali studiati dalle multinazionali.  Vi offriremo uno scenario ricco di apparenti contraddizioni, di specificità hollywoodiane e di gigli fiorentini. Il ritorno al piacere della tecnica più raffinata utilizzata per rappresentare il quotidiano, vedrà il banale che si tinge di surreale in un panorama reale ed impossibile al tempo stesso.
Sono una quarantina gli artisti in mostra. Alcuni già da tempo abitano all’estero, altri non lasceranno mai l’Italia, altri ancora si sono appena affacciati ad un mondo dell’arte in continuo cambiamento, e si godono il momento, quasi inconsapevoli di vivere un fenomeno del tutto inedito, dove il pubblico ne sa più del gallerista e dove l’artista è fiero di essere un artigiano padrone delle proprie capacità.
Il Pop Surrealism è l’unico movimento che racchiude le peculiarità dell’immediato, che attraversa il significato squarciando il significante, in un perfetto seppur apparentemente impossibile connubio tra la realtà e il sogno, dove l’uno influenza l’altro nella realtà “vera” e non solo nella rappresentazione di essa.
In un’epoca diversa sarebbe stato facile mettere a tacere questo movimento da parte dei polverosi accademici difensori della propria poltrona, relegandolo ad una sottocultura, ma il nostro presente, supportato da tecnologie che rendono possibile la condivisione in tempo reale di immagini e pensieri in qualunque parte del mondo, ha reso possibile il manifestarsi di una presa di coscienza unica: non può essere relegata a sottocultura ciò che è, di fatto, accessibile a tutti come contenuti e riferimenti concettuali di critica e sarcasmo nei confronti della società di massa.
Con queste premesse ci proponiamo di analizzare il movimento Pop Surrealista italiano, definendone i poliedrici confini e indagandone le similitudini con i suoi rappresentanti californiani, ma anche le dovute differenze, andando a scoprire come le ultime generazioni si sono cibate di cultura visuale americana e giapponese moderna, traendone ispirazione ma modellandole con lo spirito del tempo.


1 commentaire:

edie pop a dit…

Ciao nicoz, ero a conoscenza di questa mostra e a mio parere ci sono cose molto valide tra cui le tue opere e sempre secondo il mio modestissimo parere Ania Tomicka piu' altri che avevo sbirciato sul sito di mondo bizzarro e che non ricordo ...purtroppo capisco il discorso sulla morte del pop surrealismo e sono d'accordo, ma bisognerebbe estenderlo a tutta l'arte figurativa in genere!
finche' ci sara'qualcosa di bello da vedere (come i tuoi lavori) bisognera' tenere duro e ben vengano tante bambine capoccione senza anima e cervello!

questo messaggio è per te che non commenti MAI:


amatissim@ lurker, potresti ogni tanto lasciare un commentino cosi' da non farmi sentire proprio sola & derelitta in questa landa desolata che è internet?
(ringrazio di cuore tutti quelli che gi à i commenti li lasciano, grazie per far si che questo blog non si trasformi in un tumblelog)

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